Giuliano di Lecce

Testo di Marco Cavalera

giuliano di lecce

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Il centro abitato di Giuliano di Lecce, frazione di Castrignano del Capo, dista 5 km dalle costa alte rocciose di località Ciolo sul mare Adriatico e altri 5 km dall’antico approdo messapico-romano di Torre San Gregorio, sul mar Ionio.

Si può ipotizzare che Giuliano sia sorto sulle vestigia di un casale di età alto-medievale, sviluppatosi intorno alla chiesa matrice dedicata a San Giovanni Cristostomo.

La chiesetta extraurbana di San Pietro è un piccolo gioiello dell’architettura sacra medievale. È stata eretta nel X secolo nei pressi di un pozzo, detto del bon bere, dove la tradizione orale narra essersi dissetato San Pietro dopo aver resuscitato un morto e aver convertito alla fede cristiana quattromila Gentili (Pagani).

Di pianta rettangolare e navata unica con abside semicircolare, è stata costituita in muratura a doppio paramento utilizzando anche blocchi di reimpiego provenienti da edifici funerari di epoca romana, tra cui un pregevole fregio dorico con un triglifo e due metope.

All’interno si conservano tracce di vari strati di intonaco affrescato con figure di santi di tradizione bizantina, graffiti navali ed un’epigrafe in greco.

Gli scavi archeologici hanno permesso di mettere in luce numerose sepolture di età medievale e, alle spalle dell’abside, un pozzetto forse utilizzato per un rito battesimale bizantino.

Giuliano serba tracce di storia bizantina anche all’interno di un giardino privato. Si tratta della cripta del Cristo Pantocratore, che prende il nome da un lembo di affresco presente su una parete della grotta.

La chiesa madre è dedicata a San Giovanni Crisostomo e conserva al suo interno un ciclo di affreschi datati al 1564. Subito a destra, rispetto all’ingresso, si nota un bassorilievo raffigurante la Pietà datato al 1621.

L’organo della parrocchiale invece è del 1721 ed è opera di Simone Chircher da Gallipoli. Sette altari (il maggiore centrale e sei laterali) completano la dotazione artistica della chiesa. Il campanile è stato eretto negli ultimi anni del XIX secolo.

Sulla piazza si affacciano alcuni palazzi fortificati, appartenenti alle famiglie Fuortes e Panzera.
A difesa dell’antico borgo troviamo il maestoso castello cinquecentesco, ampliato e rimaneggiato più volte nel corso dei secoli.

Alti bastioni angolari e un profondo fossato garantivano la sua difendibilità. La facciata principale, orientata a meridione, presenta ai lati due torrioni di forma quadrata. Un ampio ponte ad archi, che supera il fossato, permette l’accesso all’interno del castello.

La struttura è distribuita intorno a un ampio cortile centrale su cui si affacciano tutti gli ambienti del piano terra e del primo piano.

Il piano terra, destinato alle attività produttive, ospita le scuderie, le stalle, i depositi e i locali per la servitù; il piano superiore, destinato invece alla residenza del feudatario, ospita le stanze nobiliari.